Voglia di Campoformio

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È una soleggiata giornata di marzo, fuori dalla finestra si sentono rumori e parole lontane. Come tuo solito accendi il televisore verso l’ora di pranzo e ascolti distratto il tuo Tg di fiducia, mentre cerchi di procurarti del cibo in cucina; quando ad un certo punto senti una di quelle notizie che ti impediscono di fare qualsiasi cosa tu stia facendo in quel momento. E allora resti li, con la forchetta in mano e il frigorifero aperto, e poco importa se andranno a male tutte le vettovaglie. Fissi quella straordinaria scatola magica, quel sottile specchio multicolore, lo ascolti:

“E se domani tornassimo alla Repubblica di Venezia e al Regno delle Due Sicilie…”

Rimani fermo, immobile, a pensare, mentre una fresca brezza autunnale ti attraversa la schiena e ti pervade. E l’unica cosa che riesci a dire a te stesso è: “Perché?”

“Se ci fosse un referendum per l’annessione della Lombardia alla Svizzera, dell’autonomia della Sardegna o del congiungimento della Valle d’Aosta e dell’Alto Adige alla Francia e all’Austria? Ci sarebbe un plebiscito per andarsene!”
“E se domani i veneti, i friulani, i triestini, i siciliani, i sardi, i lombardi non sentissero più alcuna necessità di rimanere all’interno di un incubo dove la democrazia è scomparsa.”

Lasci finire il servizio, bloccato in quella assurda posizione, vorresti capire, ma non ce la fai. Ti accorgi che è proprio vero che a volte non bastano le parole per descrivere le sensazioni che provi. 
E poi arriva un altro servizio. E questa volta è il mitico Matteo Salvini che ti impedisce di voltarti indietro, dandoti la stangata finale:

“Liberi e indipendenti, da Roma e da Bruxelles! Bravo Grillo.”

Sul momento ti vengono in mente le pagine del tuo vecchio libro di storia e ti confondi tra strani feudi, guerre, rivoluzioni, fissi lo schermo e ci vedi dentro Machiavelli, Carlo VIII, Napoleone, Foscolo e i Colli Euganei (così, tanto per ricordare quanto eravamo liberi e indipendenti). E te ne stai li, muto, a chiederti il perché ti siano venute in mente quelle strane e sparute immagini, proiettate dal tuo subconscio. In seguito, ti chiedi come si fa, nel 2014, a predicare ancora idiozie del genere, come è possibile stuprare centinaia di anni di storia e storpiare a proprio piacimento significati lontani, ti chiedi come si fa a raccontare il nulla, a vivere in un’altra epoca, e ti chiedi come fa certa gente (o ggente) a crederci. Domande scontate, trite e ritrite, che ti sei fatto più volte, più o meno in situazioni simili a questa, e che ormai dovresti evitare di farti. Per un’istante un dubbio straniante ti assale e, a causa di un ovvio effetto collaterale del relativismo conoscitivo per il quale ti sei sempre battuto, arrivi addirittura a pensare che forse, tutto sommato, sia tu quello che ha qualcosa che non va, che sia tu l’alieno e che magari i leghisti e Grillo siano dei geni incompresi e non dei grandissimi idioti.

Ma tutto questo rimuginare non basta, non sai più quanti minuti siano passati da quando quelle frasi hanno iniziato a pietrificarti, potresti essere li da ore, hai le meningi a pezzi e non sei ancora riuscito a spiegarti molte cose, se non tutte.
Guardi fuori dalla finestra, li dove i suoni si mescolano fino a non distinguersi più, mentre il sole accarezza la stanza, e almeno capisci una cosa… forse è meglio chiudere il frigo.

G.S.

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