Fascismo pentastellato

In questi anni abbiamo assistito alla nascita e alla proliferazione dei partiti personali, abbiamo partecipato inermi al sacrificio dei congressi di partito sull’altare dell’uomo solo al comando, alla rimozione della figura dell’uomo politico”, che metteva a disposizione della società la sua passione, le sue forze e le sue competenze, per lasciar spazio alla figura dell’imprenditore politico, che metteva a disposizione la società ai suoi affari privati e ai suoi interessi. Abbiamo creduto alla promessa messianica del leader ricco e carismatico, all’illusione che “un giorno non lontano, ci farà diventare tutti come lui!”, e poco importava se per farlo egli calpestasse le istituzioni repubblicane, infrangesse le leggi, scarnificasse i principi democratici. Milioni di elettori, il più delle volte incoscienti anche del loro potere di voto, uniti dalla comune lotta contro il nemico della giusta causa: i comunisti, la magistratura politicizzata, i sindacati, gli intellettuali di sinistra, la costituzione poco flessibile, la democrazia. Ancora oggi, ci sembrano usuali le manifestazioni contro i giudici e contro la giustizia e ci scorre addosso, come fosse acqua tiepida, la visione di parlamentari in marcia verso il tribunale di Milano, la visione di un intero partito, di un’intera fazione piegata alle vicende personali del suo capo politico e spirituale. Tutto ciò continua ad avvenire mentre un altro spettro si aggira pericolosamente per il nostro Paese, un’ombra mistica e ambigua. È un nemico antico della democrazia, è l’avversario primordiale delle libertà individuali, la potenza distruttrice dei principi portanti delle rivolte popolari, è la forza reazionaria per eccellenza, lo scudo degli oligarchi contro il progresso delle società: il populismo. Il populismo è la mistificazione della massa, è l’illusione che sia essa a decidere, è la visione distorta della turba al governo, è l’oclocrazia organizzata al solo scopo di raggiungere l’assoluto potere egemonico del fascismo pentastellato. Ogni qualvolta Grillo urla al suo pubblico “ognuno vale uno”, le libertà personali e intellettuali dell’individuo e persino la sua ragione d’essere vengono sacrificate in nome del potere dissacrante e inesistente della folla e il rogo del libero pensiero brucia indisturbato sull’agorà virtuale della rete. Il fascismo pentastellato si fa carico dei dolori e delle sofferenze delle masse poco abbienti, le illude con false speranze e le disarma con parole accomodanti, esso non accoglie tra le sue fila solo i delusi degli schieramenti avversari, ma ingloba anche i disinformati, i qualunquisti, gli inguaribili ignoranti politici, e non li deve neppure indottrinare alla sua folle idea che, destra e sinistra poco importa, siano tutti uguali, in quanto essi lo pensano già, l’hanno sempre pensato e con molte probabilità lo penseranno sempre, per attrarli basta infatti dar loro ragione attraverso la retorica della distruzione e l’attacco ipocrita ai poteri costituiti, tutti i poteri costituiti, siano essi le istituzioni repubblicane, la magistratura politicizzata, i sindacati, gli intellettuali di sinistra, la costituzione poco flessibile, la democrazia. Il fascismo pentastellato confonde il dissenso diffuso con la legittimazione alla violenza verbale, la democrazia diretta con l’insensatezza del voto individuale, la libertà con la gabbia virtuale del web, la rivoluzione con la reazione termidoriana seguita alla presa di potere giacobino. Esso è tutto il contrario di tutto, fonda la sua egemonia culturale nell’incultura, la sua posizione politica nell’apolitica, la sua ideologia nel rifiuto di qualsiasi ideologia, Il potere assoluto nell’illusione delle masse. Perché, in verità, il populismo trova ancora una volta il suo centro di vita nell’indistruttibile figura dell’uomo solo al comando, del gerarca che si finge bolscevico, nel comico che urla alla piazza, che fa tremare i portici della vecchia città e i palazzi della vecchia classe dirigente, contrapponendo alla vecchia politica una nuova politica, già vista, più volte, nella storia dell’uomo.

G.S.

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